venerdì 30 maggio 2025

UNO SPAZIO CHE MI SOMIGLI -

In tutti questi anni ho aperto una decina di Blog, uno per ogni faccia del mia personalità, il risultato finale è stata la mia scomparsa come blogger, l’annullamento di ogni traccia e di ogni possibile riferimento. Non si può essere accettati se non ci si accetta, non esiste un luogo dove poter posare i propri umori più intimi se non nel segreto della propria coscienza: Il contatto con il diverso da noi ci cambia, il timore di non essere accettati ci spinge a continui aggiustamenti. Quello che ho scritto in più di 10 anni doveva spargersi in un gran numero di volti fittizi per poter essere accettato, questo è quel che ho creduto finora e così l’imprimatur di libertà ed espressività di un blog me lo sono negato fino ad oggi, consegnando ad improbabili testimoni il senso vero e UNITARIO di ciò che scrivo e sono. Non ho mai fatto poca fatica a realizzare, seppur in termini elementari, uno spazio che finalmente mi somigliasse.

giovedì 29 maggio 2025

ANNA HA DICIOTTO ANNI -

Gli zingari felici li vidi molto tempo fa, io non posso e non farò mai parte di quel gruppo; potrei essere felice in altro modo…o in un altro tempo. La società in cui sono cresciuto ai miei 17-18 anni era povera di tecnologia, dura e piena di vetri taglienti, coloro che mi avevano preceduto tentavano di aggrapparsi ai nostri vestiti per non sparire dal palcoscenico. Li abbiamo fatti annegare per cantare una musica diversa, quella di Anna che ha 18 anni e si sente tanto sola, ha la faccia triste e non dice una parola tanto è sicura…Non voglio fare mea culpa cretini: fu così, eravamo così, andavamo al liceo con giacchina e cravattina, togliersele fu una rivoluzione! E’ il profumo di quella rivoluzione che mi impedisce di essere obiettivo ma, in fondo, cosa me ne frega? L’ombra di mio padre è ancora due volte la mia però adesso lui cammina ed io corro.

mercoledì 28 maggio 2025

TEMPO E MISURA -

Credeva di averne di più, a dir la verità non lo aveva mai considerato: il suo tempo nel tempo che viveva giorno dopo giorno. Pur avendolo riempito di un'infinità di cose inutili e lunghe, anche sacrificandolo ad una quantità di altri tempi diversi per fogge e prospettive, pensava di averne davanti ancora una misura praticamente infinita.

martedì 27 maggio 2025

DI BLOG E ALTRE INTESE

Esiste di fatto il dramma della comunicazione accoppiato a quella specie di questua che facciamo commentandoci fra noi. 
Ti scrivo- scrivimi- se non mi scrivi non ti scrivo- 

E se ti leggessi a lungo? Se leggessi le tue righe e ritenessi che sono perfette così come le hai scritte e per tale motivo bastasse solo un - Ho letto! Arriverai qui solo per un mio timido ma serissimo invito o per un caso fortuito, il resto è tutto da definire.

lunedì 26 maggio 2025

Aperti o chiusi

Si nasce aperti ma si può morire chiusi, molti preferiscono darsi un’apparenza di apertura posticcia che incredibilmente funziona in società, nel web ancora meglio perché si canta la stessa canzone di felicità tutti assieme, tutti meravigliosamente ipnotizzati e falsi. Io non ho niente da insegnare a nessuno, sono un solitario senza speranza che ha avuto la felicità fra le mani per un breve istante molto tempo fa e non lo ha mai dimenticato per sopravvivere anche alla mediocrità di se stesso. Il mio scrivere fa parte di tale modo di vivere ma il prezzo pagato, in tutti i sensi, è altissimo.

domenica 25 maggio 2025

LA VIRTU' DEL PESCATORE

La pazienza è la virtù specifica del pescatore, l’impazienza quella degli altri. Si getta la lenza da uno scoglio, in un punto dove solo il pescatore conosce bene il fondo. E si aspetta e l’attesa può durare anche molto tempo. Mentre passano le ore e le stagioni diventa naturale riflettere e ricordare; l’analisi può essere illuminante e definitiva in questi casi, comunque un punto di riferimento. Le decisioni sono sempre secondarie anche se prevedibili: spesso ho atteso fin oltre l’ultimo minuto accettabile, per affetto o paura del nuovo ignoto che mi attendeva. Quando il grosso pesce arriva è sempre una sorpresa, un insulto alle proprie capacità di preveggenza: lo aspetti sempre qualche minuto dopo… 
La stanza segreta è qui e adesso, è una storia iniziata molto tempo fa. E’ l’attimo in cui arrivi a quella comprensione che ti sfugge da sempre. E’ un legame profondo, irrinunciabile, uno scrivere e pensare da lontano con una vicinanza intellettuale rara. Era risaputo, era scontato che l’apertura della porta avrebbe portato con sé una sospensione infinita di questo spazio. La preda si libererà dall’amo con uno strattone e libererà finalmente anche me: un segno di affetto profondo. Io non ho rimpianti, stare qui mi è piaciuto davvero , condividere anche i disaccordi o le reprimende ancora di più. Ma vi sono cose che non è possibile raccontare, forse solo intuire. Non chiudo, resto qui così con tutti i miei orpelli in bell’ordine, commenti compresi, in una tensione infinita che è il solo segno di una vita diversa perché al fondo di tutto non sono un ladro ma solo un sognatore. Come tanti.


sabato 24 maggio 2025

UN DISTILLATO -

E’ questo il tempo? Quello che vorrei è un distillato di scrittura, ora che ancora posso permettermelo. Negli anni precedenti ho mangiato molta letteratura, i blog sono stati alcune delle portate del ristorante. Certe volte ho anche pensato di aver esagerato, che fossi vicino ad un’indigestione: sono rimproverato di non aver saputo o voluto discriminare, di aver cercato dentro la lettura il senso di molte cose del mondo. Pensavo che per giudicare o censurare dovessi prima leggere in ogni caso e con qualsiasi premonizione. Ho ingurgitato una marea di sciocchezze palesi, una pletora di sfilate sartoriali fini a se stesse.

venerdì 23 maggio 2025

TUTOR -

Non c’è un concetto più avversato da quelli che nel ’68 avevano 16-18 anni di quello di un tutor, dello stronzo di turno che ti dice cosa e come. E non c’è stata una generazione che, invece, ne avrebbe avuto più bisogno, seduta al limitare fra mondi completamente diversi, divisi da spaccature micidiali, lontani per sempre su tutto.

LA PACE AL TEMPO DEI BLOG -

Placarmi un tempo mi appagava di più: mi restituiva la misura mia, il giusto senso del ritmo della mia esistenza. Non eliminava i motivi della discordia nè le basi ideologiche profonde di essa, le portava soltanto su un piano diverso e le mondava da inutili e controproducenti eccessi. Era così un tempo e così era, ma forse sbaglio, il mondo degli uomini che mi circondava. Non c’era internet, l’anonimato era relegato a ridicoli fogli bianchi scritti a stampatello o con caratteri trasferiti da altre fonti; al di fuori di ciò c’era il guardarsi in faccia o il non parlare del tutto.

giovedì 22 maggio 2025

LA MIA LOGICA

Non è esclusivamente virtuale la mia logica qui. Quando visito un blog io guardo tutto, ogni cosa: certo i testi, ma anche la grafica in generale, la scelta delle immagini o la loro assenza, i colori... Io osservo da anni ormai anche le frequentazioni di quel particolare blog! Se ti commento cerco di farlo in modo pulito e se nulla ho da dire nulla dico. Se leggo un commento in genere vado a vedere la pagina dell'autore del commento. Se mi vedo aggredito su una pagina e ritengo che il mio scritto (UNICA COSA CHE CONTI ED È VISIBILE) non abbia nessuna caratteristica da potersi ritenere offensiva, io mi incazzo davvero. Un'altra cosa: io non pretendo di essere difeso dai commentatori di questo particolare blog non ne ho bisogno, però mi aspetto che almeno si prendano le misure, ci si guardi in giro! È una questione di educazione basilare. Invece sul blog di Sabina k avviene una cosa stranissima, io vengo ridicolizzato, offeso nel silenzio generale dei presenti, in certi casi qualcuno ci mette del proprio calcando la mano sul blogger già sbertucciato (Iacoponi) e nessuno fa una piega! È come se tu assistessi ad uno stupro e ti voltassi da un'altra parte! Non faccio parte di questa blogosfera e zitto non ci sto.

Il testo è del 2019, i fatti risalgano all'ottobre di quell'anno: i due blogger nominati non ci sono più, lei ha chiuso e credo scriva altrove, Iacoponi purtroppo è morto. Ma al di à dei fatti reali l'ignoranza e la mala educazione restano sempre. Il web ne è pieno. Ma questa Blogger ha avuto nei miei confronti un atteggiamento che contraddice persino alle regole minime della buona educazione, un comportamento spregevole che è giunto fino al punto di giudicarmi inesistente e di riempirmi di sarcasmo gratuito dall'alto di qualità umane e letterarie mediocri. La cito perchè lei mi ha fatto male in modo gratuito ed io ho buona memoria in un ambiente che dimentica presto con facilità e leggerezza.

mercoledì 21 maggio 2025

ASSENZE E RITORNI -

Sembro non aver pace: ho lasciato decine di tracce e di resti in rete in tutti questi anni. Penso spesso che è impossibile commentare ciò che scrivo, mi domando quindi quale senso possa avere farlo in un contesto in cui l’interloquio è fondamentale. Qui scrivo solo per me, mi dico e un po’ mento, scrivo per lasciare un segno alle spalle dei miei giorni: non riesco a pensare a dei possibili commenti mentre lo faccio. Vi sono dei moti dell’animo che non hanno alcun senso comune, alcuna giustificazione e che, tuttavia, si palesano senza ritegno. E’ questo il motivo dei miei ritorni e delle mie assenze.

martedì 20 maggio 2025

Imbrogli

Una cosa l’ho certamente capita: il tempo è un bastardo falso e crudele, ci imbroglia dandoci impressioni false su di sè, lasciandoci credere che si è concesso molto o molto poco e facendoci prendere cantonate tremende. Io penso che per camminarci dentro sia necessario recuperare una nostra misura, attenta e seria, una capacità di valutare senza fasi sentimentalismi i nostri giorni ma ciò che conta veramente sono gli interlocutori. Vanno cercati per tutta la vita perché un tempo vuoto di stimoli, idee, emozioni, amori non è nella natura umana, noi apparteniamo ad altro, non siamo vegetali con un ciclo prefissato e finito, non siamo solo il tempo QUI e ORA. Siamo trascendenza e se capiamo il gioco del tempo, se esso ci turba è perché la sua dimensione l’abbiamo inventata noi, è relativa (senza scomodare il vecchio Albert), l’assoluto siamo noi con tutto il bene e il male.

lunedì 19 maggio 2025

IL TEMPO DI UN TEMPO -

Ci fu un tempo lunghissimo in cui mi piaceva molto essere amabile, sapevo ritrovarmi in un attimo ed ero estremamente determinato nel mio progetto seduttivo. Ah, quanto duravano le mie stagioni, le estati infinite a divorare il sole e la luce e quanta crudeltà c’era nello scivolare tra le pieghe della carne e sentirsi in armonia sempre, senza mai un ripensamento che non fosse una nuova strategia, un’onda nuova che mi portava in cresta a mostrarmi il tuo corpo nudo e acceso.

domenica 18 maggio 2025

A SUD DEL SUD-

La Sicilia è fuori da tutto ciò che è Europa, progresso sociale ed economico, essa è esattamente al punto zero del 1860. Ferma ad un disperato bisogno di strutture, denaro e prospettive lavorative: un carro fatiscente e grottesco trainato da un nord sempre più stanco di averci a che fare. Ma è veramente così?

sabato 17 maggio 2025

Il grande mare

Non sono propriamente arrabbiato ma deluso e malinconico, infastidito semmai e questa condizione si è esacerbata da quando iniziai a frequentare il web. Prima era molto più gestibile e meno invasiva, ritornare a quel tempo e a quella misura mi è sembrato essenziale. I blog e la fauna umana che li popola sono altamente corrosivi: ci sono ovviamente delle belle eccezioni ma, in linea di massima, per il sottoscritto tra il suo sogno di comunicazione e scambio e la realizzazione di esso c’è stato un deserto. Lo sto ancora attraversando e me ne assumo le colpe. Rose per ciò che ho pubblicato in più di dieci anni in rete ho ricevuto un mare di fastidi di ogni genere: insulti, equivoci, ostracismi, proposte aberranti…non intendo fartene l’elenco ma posso assicurarti che la mia idea iniziale di un mondo nuovo e affascinante in cui incontrare un’umanità diversa e in cui lasciare una traccia decente della mia persona è miseramente fallita. Tu mi scrivi “Siamo gocce, ciascuna diversa. Con la libertà di scegliere quello che più ci aggrada. Non si può pretendere di essere sempre compresi”. 
Hai ragione ed io ho scelto di mettere un grande diaframma tra me e il virtuale Se questo atteggiamento “filtrante” mi condannerà a un oblio definitivo non importa, anch’io non mi aspetto più nulla, anch’io scrivo per il piacere personale di farlo (vale anche per questa mail). Non ho mai pensato che i miei testi potessero diventare dei caposaldi della letteratura mondiale ma quando scrivo io sono un altro e lo faccio sentendomi investito da una responsabilità sintattica e concettuale da Nobel! Dura lo spazio di quel testo ma c’è! Tutto ciò si chiama amore e dignità, desiderio e passione se lo vedo mistificato, deriso con sarcasmo o arrogante indifferenza divento terribile e spietato. E’ vero possiamo scegliere ma se nella ricerca di interlocutori non ne trovi uno e nel frattempo la vita se ne va quale altra scelta resta se non quella di guardare l’insieme delle gocce e attendere che la tua si confonda alfine nel grande mare da cui è nata?


 

venerdì 16 maggio 2025

UN IBRIDO PERFETTO -

Ho poco tempo e ne ho sprecato moltissimo appresso alla beat generation e al decadentismo meridionale, sono stanco…soprattutto di leggere e ascoltare minchiate.

giovedì 15 maggio 2025

UNITA'

Credo che il tempo di una vera unità nazionale fondata su una buona parte di cultura in comune sia ormai fuori tempo massimo; cultura storica intendo dire e analisi obiettiva dei fatti e delle persone, solo così era possibile fare di questa penisola una Nazione, adesso siamo irrimediabilmente in un'epoca da impero decadente simil europeo in cui vagheggiano alcune personalità che si riconoscono in una sintassi comune (pochi) o in un comune portafoglio (numerosi).

INTERLOCUTORI -

Per un pessimo interlocutore come me dover ammettere di non trovare contatti adeguati è veramente ridicolo. Ma è esattamente così. Scrivere in un blog sconosciuto e non commentato è un’opzione irreale, somiglia a certe commedie dell’assurdo, cose senza senso. Ma io sono arrivato alla conclusione che nella blogosfera sia dal punto di vista concettuale che da quello sintattico e letterario ci sia ben poco da spremere. I testi che lascio qui, sarebbe meglio dire abbandono, sono una traccia spedita nell’infinito del web. Non pretende più nulla, non cerca niente, vive di vita autonoma, era una parte di me, è rimasta tale. Addio

mercoledì 14 maggio 2025

un paravento

Al di qua di questo blog c’è una stanza abbastanza grande che vive in un’apparente quieta penombra. I mobili hanno tutto il sapore e il colore che solo un certo tempo può regalare loro, gli oggetti posati su di essi raccontano la mia vita: spesso sono un racconto anche per me che credo di conoscerli bene. Al di qua di questo grande paravento informatico i bites svaniscono, perdono dignità, resta solo la scrittura; il nero su bianco scorre per me immutabile e vivo, mi prende quando sto per cedere all’accidia di vivere senza un senso, mi ama anche se io ho detto in giro di non amarlo più.

lunedì 12 maggio 2025

UN RITO -

Non c’è alcun senso visibile a questo battere sui tasti, è solo un bisogno in cui io o te che leggi aggiungiamo la storia che vogliamo o che ci siamo trovata fra le mani; ti avrei detto di più qualche anno fa, ti avrei raccontato bugie coloratissime e godibili, ti avrei significato la gioia e l’allegria posticce di raccontarsi in rete. Certe volte quello che hai dentro è troppo ingombrante e tracima dal tessuto della tua riservatezza anche contro la tua volontà. Altre volte invece la scrittura è un rito operato contro la solitudine del tempo, in altre occasioni ancora si scrive perchè si è convinti di non aver detto abbastanza e abbastanza chiaramente.

domenica 11 maggio 2025

I VICERE -

Non voglio riscrivere la storia, voglio studiarla, analizzarla da varie prospettive e usarla per comprendere il mondo e la società in cui vivo. In fondo alla base di questo e di altri post c'è il desiderio di stimolare chi legge a riprendere in mano un libro o ad usare internet per capire meglio anche eventi e situazioni che si ritengono ormai ben conosciute. Io sono convinto che non sappiamo o sappiamo solo quello che ci è stato raccontato a senso unico, si chiama storiografia ufficiale e si fonda fondamentalmente su una presunzione di ignoranza e pigrizia mentale da parte della gente. Su questa base si installa poi il trend politico dominante o quello che fa più comodo al potere ufficiale. Questa è una delle storie possibili non l'unica.

sabato 10 maggio 2025

SOMIGLIANZE -

La politica e la blogosfera si somigliano sapete: corrono avanti e non sanno tornare indietro con dignità, fanno salti mortali e piroette per mascherare vuoti generazionali tremendi in fatto di educazione, civiltà e cultura. Le cosiddette "precisazioni", le interpretazioni, i distinguo speciosi, le accuse indignate da parte dello scrivente di non aver saputo cogliere il "reale" significato della frase scritta o di averla avulsa dal contesto in cui era inserita (questa infine è la scusa più abusata), tutte queste cose si infrangono sulla pregnanza inoppugnabile della scrittura laddove deficiente, ladro, cafone hanno un solo significato che non andrà mai in direzione opposta a quella stabilita dal vocabolario della lingua italiana.

IL CERCHIO CHIUSO


Però in certe mattine silenziose e assenti come questa, quando apro il mio blog mi sento pulito; non devo dire a nessuno da dove vengo e dove mi dirigo. Quello che ho scritto mi sta davanti ed io lo guardo con grande serenità. Svaniscono le discussioni, le incomprensioni, gli asti, resto io solo e pulito, senza alcuna altra specificazione. Enzo, così com’è… 
Quando tutto finì ci vollero molti mesi di silenzio colmo e severo: l’idea antica sempre tenuta a bada, mai lasciata libera di riprodursi, cominciò a fare capolino. Non ottenne il risultato che avrebbe cambiato la sua vita trent’anni prima: la senescenza intellettuale ha decorso e prognosi diverse da quella corporale. Il tempo si era preso tutto il comodo per fare e disfare: il panorama finale era beffardamente identico a quello iniziale. Ho sempre odiato l’immutabile, mi uccide pensare che comunque ogni cosa abbia già un destino perfettamente stabilito; forse per questo quell’idea antica l’ho sempre trattata come un paria del mio repertorio mentale. Le cose che ho scritto in quarant’anni sono il tentativo di dare cittadinanza all’imprevedibile, spazio al nuovo e al rivissuto con piacere. Ma quando tutto finì io, non so come, ero rimasto vivo a contemplare il paesaggio della mia vita, senza avere stavolta alcuna scusante e alcun intermediario, era così, semplicemente così, una serie di gesti e emozioni intrecciati alle mie stagioni; avrei potuto invertirne i passi, camuffarne i tratti, sobillare gli assassini prezzolati delle altre vite. Avrei potuto ma il cielo era troppo chiaro ed io troppo serio. Ho qui il mio cerchio chiuso: lo decifrate chiaramente? Mi sono portato appresso la mia gentilezza antica, i miei disegni con le mani e tutte le parole che, senza di me, avrebbero avuto un’altra voce e un altro destino. Vi ho odiato con tutte le mie forze perchè segretamente vi ho amato più della mia stessa vita: adesso che finalmente tutto è finito posso stringervi la mano uno per uno. L’idea antica prevedeva questo ed io non lo avevo capito.

venerdì 9 maggio 2025

UN USCIO STRETTO

Potessi descrivere il silenzio pieno di queste ultime settimane, il suo spandersi quieto e imponente sulla mia vita… Non ho rimpianti, quello che ho fatto è la diretta conseguenza del mio modo di essere, non ci sono asimmetrie stavolta: è solo un cammino naturale. Chiedersi se e quando uscirò da questo silenzio è pleonastico oltre che improponibile: io non ho volontà decise in tal senso. Perchè dovrei averle? Se fossi veramente solo tutto sarebbe più facile oltre che più triste ma sono dentro la vita con gli altri uomini, li sento frusciarmi accanto da tutti i lati: non li approvo, non li capisco o li capisco troppo bene, non amo molti di loro per la grande capacità che possiedono di sporcare e immiserire l’ambiente in cui vivono, Blog compresi. Ma il silenzio è divino, ammaliante e puro: un velo strappato davanti ai nostri occhi desiderosi di sapere. La mia vita assomiglia sempre più ad un uscio stretto, un accesso quasi nascosto e impersonale. Oltre quel piccolo varco c’è il mio mondo, lo spazio perenne dentro il quale vive la mia libertà. Bella e splendente come nessuna parola potrà mai dire. E’ la dimensione in cui vorrei restare ed è finora il mio cruccio continuo. Chiudo la porta dietro le mie spalle e di quel benessere resta solo per qualche breve periodo l’eco sempre più lontana. Non posso fare altrimenti: le pagine vivono qui, mi attendono, tornerò un giorno e più nulla mi separerà da esse.

mercoledì 7 maggio 2025

Profilo

Non ho mai letto finora un profilo adeguato, sempre mezze verità o palesi bugie. Perchè dovrei fare diversamente? Sono un uomo che cerca e non trova, poco disponibile a seguire le mode, pigro e insofferente dei discorsi vuoti e delle parole che non colpiscono il segno. Non amo quindi la scrittura fine a se stessa e quella di propaganda; amo solo quella che mi fa leggere dentro. Fondamentalmente sono un solitario. Tale resterò, web o non web. In ogni caso andrò ovunque portandomi appresso il peso delle cose che scrivo: il vizio di girovagare per i blog non mi è ancora passato.

INFINE RICCARDINO

L'indagine poliziesca è un classico: omicidio, movente, colpevole, depistaggio. Che tutto questo accada in Sicilia dà solo un colore diverso e mi sembra giusto, Camilleri è un siciliano doc, conosce la sua terra e i suoi profumi, anche quelli mentali. Ma l'ultimo libro del commissario Montalbano è qualcosa di più, anzi è una summa di molte componenti assieme. 
E' in primis un gran colpo di teatro, creare aspettative da lungo tempo, lasciare al lettore la suspense immaginativa di come potrebbe concludersi una stagione narrativa con  i suoi personaggi. Poi dentro l'indagine ufficiale si dipana l'altra, quella veramente importante, quella che percorre il sentiero di una sicilianità non solo sociale ma anche letteraria, c'è Pirandello profuso  a piene mani, c'è l'essere e l'apparire, c'è la crisi d'identità dell'uomo, c'è la solitudine profonda e assoluta dei latifondi e degli orizzonti marini con la loro ammaliante promessa di un futuro mai trovato in questa vita. 
Il sottofondo politico amministrativo è immutato e non potrebbe essere altrimenti, esso trae forza e costanza da equivoci irrisolti storici, un'altra commedia dell'umana mediocrità! Ma il teatro più grande vive dentro il rapporto scrittore- scrittura, libro-lettore, sogno di libertà letteraria e decaloghi da editore, un altro assioma pirandelliano vissuto in modo moderno. Pian piano la scena si compone: i personaggi e il panorama di sempre guardati con la severa malinconia di una vita che finisce assieme ad essi e la consapevolezza che niente potrà fermare questo divenire progressivo. Che resta infine da fare? Anni fa caro Andrea la tua idea l'avevo avuta anch'io, cancellare le parole che uscivano ad una ad una sulla pagina, cancellare il prodotto della mente di chi scrive, tagliare il cordone ombelicale che dà la vita alla scrittura di un uomo. Finite le parole, svanite in frammenti smozzicati i sogni come un disegno cancellato, restano solo i ricordi della lettura. Sarà poi vero Andrea? O è una pietosa illusione anche questa? 

Ma io sono solo un blogger. Ciao Riccardino.

martedì 6 maggio 2025

PADANIA-

Ritengo gran parte dell’elettorato leghista una massa di razzisti verso i meridionali ed io sono meridionale. La base leghista, il suo zoccolo duro è assolutamente convinta di poter fare a meno del sud non riconoscendo ad esso nessun valore culturale, sociale ed etico. Il motivo è molto semplice ignoranza storica totale e paura di un confronto serio dal quale uscirebbe sconfitto.

lunedì 5 maggio 2025

La solitudine resta com’è, scritta o cantata non perde l’abito che le è proprio. Lei sta lì entra e esce da questo spazio o da altri: mi possiede. Certe volte penso che era già accanto a me quella sera di febbraio quando mi sedetti in sala e le luci del grande teatro pian piano di abbassarono per lasciare spazio all’orchestra.

domenica 4 maggio 2025

CARMELA -


Carmela, ci fu un tempo in cui il nuovo mi accompagnava sempre, spesso mi precedeva e mi faceva la sorpresa dietro l’angolo dei miei passi veloci. Era la letteratura in divenire, l’eros della scoperta e la seduzione dell’universo del dire di noi attraverso un sogno che non potevamo tener tutto racchiuso dentro. Nessuna stagione dura all’infinito se non quella rimasta impigliata tra le pieghe della scrittura e così adesso io ritorno a quel tempo, l’occhio scorre le tue righe e si interroga: la sorpresa è identica, la metamorfosi sospesa si completa. Il sogno si riapre silenzioso. Vorrei che fosse così per tutti ma so bene che è un’utopia. Tu sei una meraviglia ed io ho definitivamente chiuso; ad un compleanno è giusto fare bilanci.

sabato 3 maggio 2025

È trascorso molto tempo, anni cioè secoli in termini di web,  adesso questo mio primissimo blog è completato e visibile in rete sulla piattaforma blogger. È trascorso veramente troppo tempo ed io sono sfinito; non ha nemmeno senso scriverlo, è solo una scusa.
Avevo chiesto ad alcuni blogger di prendere il testimone: ho in archivio una marea di testi, datati certo ma li ritengo più che dignitosi. Poi negli anni li ho frammentati, ri assemblati, in certi casi trasformati completamente…nel medesimo arco di tempo sono accadute molte altre cose e il mio rapporto con voi e il blog è cambiato in peggio. Alcuni di voi si lamentano a ragione della scomparsa di molti commenti posti in calce ai post negli anni passati, questo è il risultato del mio brutto carattere esacerbato da certi comportamenti sociali che mi si potevano evitare. Acqua passata? 
ACQUA PASSATA!
Ma resta il fatto che adesso io sono esaurito e confuso perchè di tutti questi anni e di tutta questa scrittura non so più che farne. E nessuno vuol porvi mano. Ho troppi scheletri nell’armadio? Cercavo un editore virtuale, una cosa tranquilla, senza fini di lucro: qualcuno che leggesse, scegliesse e infine pubblicasse- A dire il vero mi era passata per la mente una idea ancora più assurda: far riscrivere al testimone la mia produzione laddove ritenesse e avesse lo stimolo di farlo…comprendo che serve pazienza, basi culturali vicine e… lasciamo perdere!
Qua dentro ci sono una gran quantità post, centinaia di immagini raccolte in rete in questi anni, i testi sono gli “originali” scritti senza pensare all'audience ma solo al piacere di liberare il proprio senso Tutto rispecchia il mio mondo ma non mi convince più. Convincere non è il verbo giusto, in realtà ne servirebbe più d’uno per descrivere il mio stato d’animo. Ma chi è interessato a conoscerlo? La mancanza di fede è ciò che mi ha schiantato ma non ho nessuna accusa da fare a nessuno. Il virtuale è questo, prendere o lasciare e vale anche per me…forse vale per tutti voi. Scriviamo come sappiamo, se ci liberiamo è meglio. Potrei dirvi che si apre un blog se si è in grado di scrivere decentemente e non penso sia scandaloso affermarlo. Ma non c’è solo la cifra stilistica e letteraria a dare il via alla nostra espressività di blogger, conta molto anche quello che si ha da dire, le proprie esperienze, sensazioni, emozioni. A volte esse sono così pregnanti da non aver bisogno di abiti sintattici particolarmente eleganti. Se fosse possibile avere l’uno e l’altro sarebbe perfetto! Ma tra la perfezione e il nulla posso accettare una miriade di posizioni intermedie. Però l’indole non cambia, i desideri nemmeno e quando incontro stronzate assolute, ecco in quel caso io perdo le mie inibizioni… Perchè deve esserci un limite all’insipienza e alla volgarità profonda dell’uomo, un argine alla sua arroganza spacciata per sapienza e civiltà; la blogosfera è piena zeppa di escrementi e, col suo meccanismo virtuale, ha generato mostri ed essi si sono riprodotti. Titoli!? Potrei farvene a decine ma dopo sarei costretto a cambiare residenza per l’ennesima volta. E mi sono stancato!
Negli ultimi 4 anni a intervalli sono stato preso da una sorta di furore e di cupio dissolvi, nel giro di pochi minuti sono stati cancellati così alcuni blog e, soprattutto, un centinaio di articoli originali che non potrò mai più recuperare. Lo stimolo per tali momenti di perdizione assoluta è sempre stato il contatto con gli altri, i commenti in particolare e il loro discutibile contenuto; sono giunto alla conclusione che si tratta di un problema irrisolvibile almeno per me. Se la questione è questa ed io non sono capace di relazionarmi col resto di questo ambiente non ho alternative: me ne vado oppure resto “sigillato” in un blog che non possa nemmeno tecnicamente dare adito a discussioni che non gradisco o ritengo inutili se non risibili.
Non avevo pensato di chiudere, avevo solo abbandonato questo guscio su una sedia e il corpo altrove. Ma entrambi soffrivano per la reciproca lontananza. Poi qualche giorno fa, ripassando sulle pagine di alcuni blogger ho capito che non era giusto, che comunque questo guscio era carico dei miei umori e che doveva vivere, a modo suo, con un tempo diverso, ma doveva vivere. Signori devo confessarvi che spesso negli ultimi mesi ho avuto fortissima la volontà di sempre: cancellare tutto! Eliminare del tutto le tracce del mio passaggio in rete perché questa parte di me, che dovrebbe essere la più intima e amata, mi fa star male da morire. Ho pubblicato tutto o quasi, è trascorso molto tempo, gli scritti sono mutati, hanno ancora almeno un residuo di valore? Non devo dirlo io permettetemi. Io posso solo dirvi che si è girata la pagina e per alcuni di voi è successo in anticipo su questa mia decisione: siamo così fragili! Su questa Omologazione ho pubblicato il cuore di tutto ciò che ho pensato e scritto in rete e per la rete; ho sempre avuto un atteggiamento contraddittorio e ondivago verso il web e mi pare evidente che esso non poteva essere digerito dalla gran parte dei blogger. Lo ritengo fisiologico. Partendo dai miei furori e dalle mie cocenti delusioni ho fatto in modo che la scrittura dei miei testi vivesse al di là della mia reale presenza accanto ad essi: nel mio progetto questo blog potrebbe continuare così come lo state leggendo per altri mesi poi finirebbe per mancanza di testi. Io potrei già non esserci più in tutti sensi. Mi piace considerare l’opportunità di qualcosa che resta nero su bianco anche nella definitiva assenza del suo compilatore. Il blog è stato costruito così, il suo reale intento è quello di testimoniare il mio passaggio tra le sue pagine ( tra le vostre menti?).Essa ha una grafica, dei colori e degli orpelli che le si addicono in questa parte di vita, i più vicini al mio mondo e alla mia sensibilità ( mi riserbo di cambiarne via via l’aspetto se e quando ne avrò voglia). Non avevo considerato il senso di morte che mi sale in gola senza queste pagine scritte: meglio dunque lasciarle qui così. 
La mia soluzione si chiama dunque OMOLOGAZIONE NON RICHIESTA: E’ QUESTA CHE STATE LEGGENDO. È TUTTA PROGRAMMATA, IO NON DEVO INTERVENIRE NON C'È MOTIVO. MENO CI ENTRO MEGLIO È, DIMINUISCE IL RISCHIO DI MANDARE TUTTO ALL’ARIA.
La storia di Enzo e Giulia resterà dov’è, tranquillamente seduta sulla panchina che ci vide assieme, non poteva essere altrimenti. I testi frammentati proseguiranno il loro corso: sono finiti e programmati da tempo, lasciarli in rete non mi costa nulla. Ho calcolato che questo blog continuerà all’incirca fino alla fine della prossima estate poi resterà così come l’ho costruito. Tutto il resto rimarrà dov’è, ammesso che ricordiate dove si trova. Riveduto, ripetuto…chi se ne frega e questo non perchè non l’abbia amato ma perchè lo amo troppo.
Ho passato la mia vita davanti al mare e ai libri, praticamente ho smesso 11 anni fa quando sono entrato in rete: adesso si cambia signori, adesso si torna a leggere libri…il web viene dopo, molto dopo. Se trovo qualcosa da leggere di decente anche nei vostri blog mi farà piacere ma purtroppo è un’evenienza rara e poi tra quelli di voi che sanno scrivere decentemente c’è troppo spesso una spocchia e un’uniformità di vedute angosciante. Siete tutti omologati al nuovo dictat del pensiero e della scrittura da web. Non va bene affatto. Scusatemi davvero, EnzoRasi

venerdì 2 maggio 2025

LA MIA PARTE

Fa’ conto di vedermi seduto al Pc in una stanza silenziosa mentre guardo titubante le molte cose che ho posto qui davanti a me sul tavolo. La tentazione, la solita, è sempre quella di farne un grosso pacco e inviartelo così com’è, che sia poi tu a sbrogliare la matassa. In fondo io la mia parte l’ho già fatta scrivendo il blog.

giovedì 1 maggio 2025

All’età di 18 anni non avevo alcun dubbio: era il Capitale di Marx la vera strada e la vera novità in campo economico e sociale. Tra i due estremi liberalismo e marxismo avevo chiaramente scelto il secondo; a quell’età non ci sono mai mezze misure e anche ora è lo stesso. Tutto il territorio intermedio era territorio di conquista, inutile e vuoto, un terreno vastissimo e deserto da mettere a frutto con un’opera ferma di convincimento e, se necessario, di un buon numero di bastonate. Semplice, lineare, doloroso sempre. Ma noi eravamo eroi, vittime che si ribellavano a tutto e a tutti: non c’era tempo per analisi approfondite (soprattutto se potevano evidenziare qualche pecca o crepa nei nostri convincimenti). Quindi erano i soldi, l’economia a far girare il mondo, l’uomo era mosso esclusivamente dal denaro anche quando era convinto di possedere altri stimoli. Il vecchio professore di italiano e storia tentava di raccontarci di re e dinastie, guerre e confini superati o interrotti: io al massimo ma in segreto potevo pensare a qualche figura femminile alla Elena di Troia per intenderci. In realtà la mia generazione era certa che si trattasse solo di palesi menzogne: si combatteva e si moriva per denaro o per le sue fonti. Anche gli ideali più alti e ampi si reggevano su quel presupposto, se volevi cambiare il mondo, se volevi liberare l’uomo dovevi agire sulle leve economiche delle società. Non avevo nessun motivo reale per pensarla diversamente ma avevo un grosso difetto, leggevo Dostoevskij “Io sono un sognatore, e ho vissuto talmente poco la vita reale che non posso ripetere nei sogni dei momenti come questi. Voi sarete nei miei sogni, per tutta la notte, tutta la settimana, tutto l’anno”(Dostoevskij - Le notti bianche) ...e lì il denaro contava meno! A ventanni la mia fede marxista aveva subito un duro colpo proprio nell’ambiente che frequentavo: c’entrava una ragazza (c’entrano sempre) e la sua vagina ideologicamente avanzata; da quella ero poi passato ad una revisione critica delle posizioni politiche del movimento. Insomma non ero più un fervente e cieco compagno ma quella prima idea sul Capitale di Marx era ancora profondamente valida per me: i soldi c’entrano sempre… le donne pure. E’ impossibile spiegare seriamente dove va a spiaggiarsi la mente e la fede di un uomo come me, ci sono troppe rotte e nessuna di esse domina le altre per un tempo sufficientemente lungo. Probabilmente una parte di colpa l’aveva avuta Dylan “Una poesia è una persona nuda.” perché io con la poesia non ho scherzato mai, ma c’erano pesanti responsabilità anche nella cultura in senso lato: già allora credevo alla mancanza di veri confini per la mente e il sapere. Nelle assemblee di allora come nei blog di oggi ho sempre pensato che tutti i campi dello scibile umano siano degni e importanti, dalla teologia alla fisica, dalla matematica alla giurisprudenza, dalla storia alla sociologia ma al fondo di tutto restiamo esseri umani, schifosissimi e bellissimi esseri umani. Non scriviamo solo perché ci piace o ci conviene, non lottiamo solo perché ci ha convinto qualcuno/a, non agiamo sempre e comunque secondo l’assioma stampato nel 1867, ci hanno ingannato anche in quel caso, c’è dell’altro. C’è la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore e il senso di vuoto davanti ad una ragazza nuda e fremente, le cose che ci tengono in vita sono queste. Più nascoste, apparentemente più banali e scontate, ma che lavorano continuamente su un piano che non troveremo mai né su un testo di Bentham né su uno di Engels. Sono trascorsi tanti anni e l’unica cosa che riesco a organizzare nella mia mente è la rivincita della poesia umana sul falso lirismo dei conti e delle cifre; questa dicotomia esiste è innegabile quanto l’opera di lavaggio mentale effettuata sui nostri convincimenti. Ci sarà sempre un mercato più esteso del nostro mercatino rionale che detterà i prezzi e le scelte economiche al nostro posto: mandarlo a quel paese è un atto politico o di poesia? Pretendere di organizzare la nostra convivenza secondo i dettati contrari all’attuale macelleria sociale è gesto politico oppure etico? Fregarsene delle necessità dei mercati globali e tornare alle nostre dimensioni vere è la vera rivoluzione: se una cosa ho imparato in quegli anni lontani e su quei libroni ammuffiti è che non c’è nulla che si muove se non spinto dall’idea che non siamo fatti solo di numeri e etichette ma impastati da un’ortografia artigianale e “sconveniente”. L’unica con cui possiamo scrivere.